MoneyRiskAnalysis – Borsadocchiaperti

S'ode un grido nella vallata. Rabbrividiscono le fronde degli alberi, suonate le campane, il falco è di nuovo a caccia!

Ebbene sì è arrivato il momento di fare i conti con il mercato.

Prima di leggere è consigliabile sentire il “Requiem” di Mozart

Unicredit si appresta a varare un aumento di capitale a dir poco tragico. Gli azionisti della banca sono chiamati a sottoscrivere 2 azioni a 1,9430 ogni 1 vecchia posseduta. 
Pare che l’operazione sia stata dettata dalla fretta, visto il precipitare dei corsi e il venir meno della fiducia degli investitori. 
Ovviamente dopo la ciliegina Fondiaria-Sai della quale Unicredit è azionista di riferimento e l’avvicinarsi della bancarotta del Gruppo Ligresti, che ha ottenuto finanziamenti per oltre 600 milioni di euro, la fiducia del mercato non può essere ai massimi. 
Incrociamo le dita e mentre rimanete all’ascolto del “Requiem” date un occhiata al grafico

Unicredit a distanza di 3 anni affronta il terzo aumento di capitale:

1) 5 ottobre 2008 aumento di capitale di 3 mld.

2) 29 settembre 2009 viene deciso un aumento di capitale di 4 mld, che allinea “definitivamente” i coefficienti patrimoniali di Unicredit ai “migliori” standard mondiali e permette alla banca di non ricorrere agli aiuti statali, i cosiddetti Tremonti Bond.

3) 14 novembre viene presentato il piano industriale 2012/2015: si decide un nuovo aumento di capitale di 7,5 mld di euro e niente dividendi per il 2012. Contestualmente è stato dichiarato un esubero di 5200 dipendenti.

Quale fiducia può dare il mercato a un istituto del genere? In tre anni è stato capace di dimezzare i mezzi propri.

Personalmente sarei per una nazionalizzazione, senza non aver separato prima il marcio dal sano. Ovviamente il marcio diventerebbe una bad bank da consegnare elegantemente alla Bce e a Bankitalia, che non sono state in grado di fare i controlli appropriati. Già dimenticavo: Unicredit possiede il 22% di Bankitalia. In che controlli volevate sperare.

Per chi vuole che questo Blog continui la sua avventura potete guardare un pò di pubblicità.

Meno male che credevo e continua a farlo tuttora nell’economia SOSTANZIALE.

Ah dimenticavo!!! Mentre ascoltate un pò di Mozart pensate per un attimo a chi è l’Europa e cosa ha fatto per la storia dell’umanità: l’arte, la scienza etc etc. Benché ne dicano gli altri siamo e saremo l’ombelico del Mondo.
Dedicato a chi crede alla fine dell’Euro.

Alla prossima

Categories: banche

3 Responses so far.

  1. Anonymous ha detto:

    Grandissimo!!!! Sono Felicissimo!!!

  2. Anonymous ha detto:

    Complimenti per l&#39;articolo e per l&#39;equilibrio e la competenza con cui scrive.<br /><br />Ora sembra che UCG sia esposta alla sola Ungheria per la modica somma di 4 MLD… insomma requiem sul Danubio.<br /><br />Domanda da circa 1000 MLD di euro: cosa rischiano i correntisti di questo buco nero?<br />Crediamo che l&#39;Italia possa nazionalizzare UCG senza sprofondare a sua volta??<br /><

  3. the hawk ha detto:

    I correntisti non rischiano niente per una banca di interesse sistemico come Unicredito, alla luce anche dei compiti EFSF che dovrebbe contribuire alla capitalizzazione delle banche in difficoltà. In ogni caso nel dubbio Titoli di Stato azioni e fondi sono beni di terzi che non rientrano nel passivo di una banca. <br />Riguardo alla nazionalizzazione la stessa sarebbe bene che avvenisse con il

  • Nassim Taleb

    "... ma nella mia esperienza non sono mai stato coinvolto in un incidente degno di questo nome. Non ho mai visto una nave in difficoltà sulle rotte che ho percorso, non ho mai visto un naufragio. Né vi sono stato coinvolto io stesso e neppure mi sono mai trovato in una situazione che minacciasse di trasformarsi in un disastro." 1907 E.I.Smith, comandante del Titanic, dal Cigno Nero
  • Massime dalla Finanza

    "Regola n° 1: non perdere mai denaro. Regola n°2: non dimenticare mai la regola n°1" W. Buffett

    "È meglio avere quasi ragione che completamente torto" W. Buffett

    Non è importante che tu abbia ragione o torto, ma quanti soldi si fanno quando hai ragione e quanto si perde quando si ha torto. G. Soros

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